Tre negozi di antichità e decorazione, a Verona e Milano. Pescetta, 30 anni di antiquariato e decorazione.

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Pescetta

La gentile rivoluzione degli stili nell’arredo dei nuovi anni ’20

Materiali invitanti, linee più morbide, colori più caldi e vividi contro la rigidità fredda e minimalista delle palette pallide utilizzate fino a poco tempo fa.
È necessario rompere gli schemi, scioglierli, amalgamarli e ammorbidirli per far scorrere la vita in modo più fluido. Fuori, ma soprattutto dentro casa.

Gli interior designers si preparano a declinare negli ambienti questi nuovi bisogni e nuove esigenze per il prossimo decennio. Qui di seguito i loro pareri e le loro riflessioni:

Stile Grand Millennial.

I millennials sono i nuovi tradizionalisti. Design tradizionale accostato ad elementi classici – come cineserie, conchiglie, tappeti in fibra naturale – che ingentiliscono i riferimenti all’arte contemporanea e l’impiego di mobili dalle linee pulite. Ariel Okin di Ariel Okin Interiors ne è una grande sostenitrice!

Contaminazioni:

Secondo Lauren Buxbaum Gordon di Nate Berkus Associates i suoi clienti sono sempre più preparati ed in grado di acquistare trasversalmente da diverse fonti. L’accostamento di articoli vintage e di antiquariato a strutture su misura e contemporanee è sempre più apprezzato.

Creatività:

Secondo Bailey Austin of Bailey Austin Design è il momento di essere creativi. Far partire il rinnovamento di una casa dal bagno è un’ ottima idea. Lo spazio piccolo e riservato dà la possibilità di scatenare la fantasia e sperimentare gli accostamenti più divertenti. Il bagno diventa un’occasione di decoro e di esposizione. Non serve agire su sanitari, che per questi è meglio rimanere sobri e classici, ma si può intervenire su carta da parati, specchiere insolite, decorazione delle pareti, illuminazione, tappeti e tappezzerie.

Il ritorno alla Grecia Classica.

Finalmente citazioni greco – antiche vengono apprezzate nuovamente per dare un colto accenno anche agli spazi più inaspettati. Secondo Rayman Boozer di Apartment 48, questi riferimenti al classicismo possono essere introdotti nelle cornici più contemporanee come elementi di rottura e sfida, per rinnovare l’allure di una stanza con un semplice oggetto – busti, sculture, reperti archeologici e cimeli funzionano benissimo in tal senso.

Arredamento Classico.

Combinazioni di arredi classici e ammorbiditi in contrapposizione alle linee rigide e severe che hanno monopolizzato la scena negli ultimi anni. Il design riflette l’animo dei nostri tempi e la voglia di morbidezza, di accoglienza. Non più solo rigore e perfezione è il motto di Lauren Buxbaum Gordon di Nate Berkus Associates

Massimalismo VS minimalismo.

Per esporre l’abbondanza, l’eccesso misurato, la magia, il sogno come il decoratore francese Darrè ci insegna. Linee grosse, dettagli ingombranti, una ponderata ma eccessiva confusione per dare l’idea di non rinunciare a niente. Ma attenzione a non farsi abbagliare, è tutta un’illusione che cela un magico calcolo di progetto.

Spazi multifunzionali vs rigida separazione delle aree.

Non è questione di metratura dell’appartamento. Le persone lavorano sempre più tempo in ambienti formali e rigidi. Non hanno più voglia di trovare questi rigidi formalismi anche a casa. Un soggiorno dove sia possibile suonare uno strumento musicale, leggere un libro e accogliere gli ospiti attorno ad un coffee table allestito ad arte per poi spostarsi sul tavolo da pranzo subito vicino, è immensamente più appagante di uno sterile living dedicato ad accogliere gli ospiti extra solo due volte all’anno tutti seduti su splendide ma intonse sedie intorno ad un tavolo formale. Emerge forte il bisogno di rompere gli schemi per far scorrere la vita in modo più fluido. Lisa Adams di LA Closet Design declina perfettamente questo bisogno nei suoi progetti.

Autenticità 2.0.

Martin Brudnizki nota come le persone si muovono verso la creazione di spazi più autentici e unici, come la ricerca di opzioni artigianali e l’inserimento di opere d’arte stia diventando più visibile. L’unicità e la ricerca contraddistinguono i nuovi desideri dei clienti, che non sono non più guidati dalla moda, dalla fama e dalla speculazione, ma ricercano oggetti e arredi in grado di distinguersi e rappresentarli sinceramente.

La casa come Wunderkammer.

Riorganizzare le stanze e le pareti come se fossero delle nuove, rivisitate Wunderkammer, trasformare l’intera casa in una linea del tempo. Secondo il designer Jeremiah Brent la casa è una linea del tempo in grado di raccogliere e condividere ricordi e cimeli. Una parete, un corridoio non non sono più sinonimo di quadri, ma diventano Wunderkammer pronte ad accogliere, appese, le tracce delle passioni degli inquilini della casa. Non serve più seguire una linea decorativa statica e prefissata, a patto che ci sia un fil rouge dettato da passione e ricercatezza. Se si rimane coerenti con se stessi, l’integrità si noterà nell’esposizione di oggetti seppur distanti e diversi tra loro per provenienza, arte e gusto.

Spazi vivibili.

Mona Hajj basata a Baltimora, è un’instancabile sostenitrice degli spazi vivibili dove i protagonisti non siano più i brand ma la bellezza, l’armonia ed il comfort. Obiettivo è smettere di creare spazi poco conformi a chi ci abita e alle proprie abitudini.

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