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Il tempo di collezionare

IL NUOVO e VERO LUSSO TUTTO IN MOSTRA NELLE WUNDERKAMMER che reinterpretate, ritornano

Introdotte più di 500 anni fa, i cabinet de curiositè raccolgono ancora nuovi fans tra i designers e il collezionisti di oggi. Con qualche diversità, sono il nuovo trend. Ma può qualche cosa essere chiamato un trend se rimane in auge da più di 500 anni? Wunderkammers o cabinet de curiositè erano in auge nel 1500 in Europa e anche in America nei secoli a seguire.

Oggi il loro ritorno è guidato dai designers che tendono sempre di più a contaminare il moderno con l’antico, il mondo scientifico con quello tribale, sacro e profano, terreno e spaziale per creare contrasti e sovrapposizioni sempre nuove. Originariamente le wunderkammer erano intere stanze dedicate e tese a dimostrare tutta la conoscenza del collezionista. Una wunderkammer “doc” doveva includere preziosi, gioielli, gemme, scheletri, gusci, minerali, oggetti esotici, animali imbalsamati, strumenti scientifici, reperti archeologici e oggetti religiosi. Con l’avvento dei musei la moda delle wunderkammer affondò e si rimpicciolì da stanza intera a piccola vetrina piena di oggetti, selezionati e provenienti dai diversi settori del sapere che più erano affini al loro proprietario.

Oggi però i designer stanno rivalutando questa possibilità ri-organizzando le stanze e le pareti come se fossero delle nuove, rivisitate wunderkammer.

Quali oggetti vanno inseriti nella Wunderkammer?

Se un particolare oggetto ci dice qualche cosa, sembra che possa raccontare di noi un dettaglio, una passione allora merita di essere inserito nella wunderkammer personale. Non si deve aver paura di accostare oggetti di provenienza diversa in termini di stile, epoca e materiale.Non serve più seguire una linea decorativa statica e prefissata, a patto che ci sia una linea conduttrice dettata da passione e ricercatezza. Se si rimane coerenti con se stessi, l’integrità si noterà nell’esposizione di oggetti seppur distanti e diversi tra loro per provenienza, arte e gusto. Si veda a proposito la stanza creata da Brian Murphy a New York, dove osa decorando con colori saturi e pop accostati a mobilio antico e classico per mettere in risalto gli oggetti raccolti .

Quale Wunderkammer ?

L’intera casa come linea del tempo. Secondo il designer Jeremiah Brent la casa è una linea del tempo in grado di raccogliere e condividere ricordi e cimeli. Aiuta a ricordare le tappe più importanti e rilevanti di una storia, un’ esposizione delle cose più significative per la famiglia, per sottolineare e indicare chi si è e come si è. Una parete non è più solo sinonimo di quadro e diventa una Wunderkammer pronta ad accogliere, appese, le curiosità e l’esposizione di una collezione di fossili e minerali. Una consolle diventa la posizione ideale per esporre maschere tribali antiche. Gli oggetti possono essere raggruppati insieme o esposti singolarmente per un maggior effetto museale. Arditi eclettismi servono per sottolineare l’importanza di elementi storici inseriti in contesti contemporanei. In questa stanza ricca di pezzi antichi come i mobili ‘800, porcellane di staffordshire e ritratti su uno sfondo di carta da parati neo espressionista caratterizzato da conigli, iris e piante tropicali.

Ovviamente esistono anche soluzioni per i collezionisti più timidi che preferiscono non invadere l’intera casa di oggetti e circostanziare il cabinet de curiositè ad un luogo soltanto. In questi casi lo studio di un area wunderkammer ad hoc può aiutare a fare dialogare il contesto con l’interno meraviglioso. Come in questo caso, dove il designer Hubert Zandberg’ ha deciso di dipingere le pareti retrostanti i cabinet di nero per un background drammatico a sottolineare i ricordi di una vita di viaggi custoditi nelle vetrine.

Ancora, un corridoio può diventare il luogo perfetto per una wunderkammer ospitando una serie di vetrine espositive può far rallentare il passo dei visitatori estasiati dai contenuti meravigliosi. E che sia proprio questo il ruolo nascosto e riscoperto delle wunderkammer moderne? Farci rallentare, farci fermare a guardare, a sistemare a ricordare le nostre passioni e perché no a sognare?

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